Citazione:
Originalmente inviato da rugantino
appunto.
Ciò che intendevo era mettere l'accento sul tipo di atteggiamento generale, a parte qualche rara eccezione, mi viene in mente la posizione piuttosto lucida sull'argomento di SIB su Blow Up, che la stampa specializzata e d'opinione ha da sempre, e particolarmente in Italia, nei confronti del file sharing.
Ciò che non si riesce a cogliere, secondo me, è l'enormità del danno alla musica (tralasciando le migliaia di addetti che in Italia hanno perso il lavoro e dei quali nessuno o quasi si è mai occupato) come elemento culturale irrinunciabile piuttosto che bene di facile consumo. Dove il "facile" ed il "consumo" hanno connotazioni precise e certamente non positive. Cosa che anche tu, Federico, immagino conosca piuttosto bene.
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Non ho mai avuto alcuna difficoltà ad ammettere che, nel mio mondo perfetto, la musica in Rete sarebbe solo ascoltabile a livelli bassissimi di qualità e non scaricabile, e potrebbe esservi collocata solo da chi l'ha creata: in questo modo sarebbero salvi i diritti di quanti non vogliono rischiare il "pacco" comprando a scatola chiusa, ma che per ascoltare il disco sul serio, copiarlo nell'iPod o quel che è dovrebbero, appunto, acquistarlo. Ma sappiamo che non viviamo in un mondo perfetto, quello stesso in cui - sempre secondo me - non esisterebbero Berlusconi, il Vaticano e aaaalazie, e la Juve disputerebbe solo mediocri campionati di B.
Comunque, non era quella la sede per affrontare (per la milionesima volta) il discorso generale sul download: lì si voleva solo far raccontare un punto di vista, oltretutto - purtroppo - largamente condiviso a livello di appassionati e lettori del Mucchio. Solo informazione, oltretutto di prima mano, che non penso proprio abbia favorito ulteriormente il fenomeno.